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trio

Due colleghe in palestra


di Membro VIP di Annunci69.it eiacul
20.06.2025    |    7.159    |    3 9.7
"Martina mi sfila di forza e entrambe si piazzano a pecorina una accanto all'altra guardandosi negli occhi..."
Rispolvero questo vecchio racconto di fantasia, parzialmente reale. Perdonate le ingenuità da scrittore neofita ma era la prima volta che scrivevo e lo riporto tal quale.
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Frequentavo quella palestra da un po', più che altro per sfruttare la spa, e avevo notato due donne.
Non erano strafighe ma comunque ben fatte, alte quanto me , avrei detto sui trentacinque anni, e quello che mi era saltato all'occhio era quell'atteggiamento di complicità tra di loro e che spesso ammiccavano gli uomini in palestra.
Quel tardo pomeriggio d'estate in sauna c'ero solo io e me la stavo prendendo comoda. Ero libero per tutta la serata e meditavo se fermarmi a mangiare una pizza invece di cucinare solo per me.
Poi entrarono loro... le avevo sentite arrivare e pur non capendo cosa dicevano era chiaro stessero spettegolando di qualche uomo tra le risatine.
Si sedettero di fronte a me in silenzio ma sorridendo sommessamente. Due battute per attaccare bottone ed ecco che avevo fatto la loro conoscenza.
Federica 34 anni bionda capelli lunghi e Martina 37 anni castana capelli a spazzola, due colleghe di ufficio che condividevano un mini appartamento in città.
Federica magra, tette ritte, diciamo una terza, culo non piccolo ma ben fatto, un accenno di cellulite. La definirei tonica.
Martina un poco più in carne ma non grassa e all’apparenza soda, tette e culo abbondanti nel complesso veramente ben fatta. La definirei giunonica.
Non avevano l’auto, erano state accompagnate in palestra da un'altra collega e parlavano di come tornare a casa. Ovviamente mi sono offerto di accompagnarle e hanno rapidamente accettato con il solito sorriso ammiccante tra loro.
Rapida doccia, e all'uscita mi trovo davanti Federica con shorts e maglietta attillata e Martina con un gonnellino leggero sopra il ginocchio e camicetta mezza sbottonata.
Chiaramente si notava l'assenza di reggiseno e mutandine.
“Forse hanno il perizoma” mi sono detto.
- se tutte le donne nel vostro ufficio sono vestite così, voglio lavorare nella vostra azienda - affermo con un sorriso
- ma noo - risponde Martina - fa tropo caldo e ci siamo portate dietro il cambio per essere più libere -
- viva la libertà allora -
Durante il tragitto non riuscivo a togliere lo sguardo dalle cosce di Federica al mio fianco e dallo scollo di Martina nello specchietto.
Loro se ne sono accorte e assumevano posizioni favorevoli. "Stai a vedere come finisce...".
Mi invitano da loro per ricompensarmi con un aperitivo alla buona. Mi sistemo sul divano e loro di nuovo di fronte a me.
La camicetta di Martina è ancora più sbottonata e praticamente si vedono i capezzoli, la gonna resta alta e chiarisco la questione mutandine. Non ci sono.
I capezzoli di Federica sono diventati turgidi e gli shorts mi sembrano umidi.
Ormai la situazione è lampante e si aprono le danze.
Mi fiondo fra di loro e vorrei avere le sei mani della dea Kalì. Bacio bocche, le spoglio, mi spoglio, lecco tette e tutto quello che mi capita a tiro.
Martina mi intrattiene con la bocca ma Federica va subito al sodo. Mi sfila i pantaloni, poi si fermano un secondo a osservare il cazzo in tiro con la cappella turgida.
In un attimo il cazzo sparisce in bocca a Federica mentre Martina mi ficca un metro di lingua in bocca e esplora il resto del corpo con le mani. "Se continua così duro 1 minuto... ".
Sfilo Federica dal cazzo e gli metto io la lingua in bocca, mentre Martina all'istante si soffoca col cazzo.
Mi alzo e le faccio sdraiare sul tappeto a gambe aperte. Che spettacolo...
Ora è il mio turno, tiro fuori tutta la lingua che possiedo e mi butto sulle loro fiche a turno, quella che non lecco la titillo con la mano.
Mi rialzo e prendo fiato. - chi lo vuole? - chiedo guardandomi il cazzo e le loro facce eccitate.
Un rapido sguardo di intesa e cominciano un pompino doppio fenomenale. Ci sanno proprio fare.
Le due bocche sulla cappella poi una con tutto il cazzo dentro e l'altra sulle palle e così via.
Martina si spinge a leccarmi il buchetto. Wow, posso uccidere per una cosa del genere.
Le faccio di nuovo sdraiare e decido di penetrare Federica. Mugola, si contorce mente Martina osserva estasiata e ci carezza entrambi.
Mi sfilo da Federica e infilo Martina che mi aspetta a gambe aperte. Lei non mugola ma ansima e quasi grida. Anche Federica ci carezza entrambi osservandoci con soddisfazione.
I nostri corpi sono avvinghiati sul tappeto e il caldo ci fa sudare, ma tutti questi umidi corporali ci eccitano ancora di più. Si cambia marcia.
Martina mi sfila di forza e entrambe si piazzano a pecorina una accanto all'altra guardandosi negli occhi.
- si cambia canale - dice Martina.
- se non mi inculi immediatamente esplodo - gli fa eco Federica.
- ragazze, devo chiamare l'avvocato per riportare il cazzo a casa? - rispondo io, e scoppiamo in una fragorosa risata.
Con la lingua esploro il buchetto di Federica ma non ha bisogno di lubrificazione, è già tutto bagnato.
Appoggio la cappella e inizio a spingere. Fa fatica a entrare, è stretto ma poi lei mi dice - vai... - e entro di slancio fino in fondo.
Inarca la schiena e si contorce, - ODDIO - urla. Martina le accarezza la guancia, quasi a consolarla.
- non pensavo di avere un cazzo così grosso da fare questo effetto - affermo ansimando per il godimento
- ti posso garantire che si sente - ansima Federica.
Sto fermo così per qualche secondo per farla abituare, poi la pompo piano ma a fondo per un po' finché Martina reclama la sua parte.
- tocca a me adesso - stringendo il braccio a Federica.
Mi sfilo e appoggio la cappella al buco di Martina. Senza dire niente altro spingo tutto assieme fino a battere le palle sulle chiappe.
Lei non urla, emette un - AHHH - lungo pieno di soddisfazione e inizio il movimento avanti e indietro continuando per un po'.
Anche Federica fa lo stesso gesto di accarezzare la guancia di Martina.
Ma quello spettacolo di culi a pecorina e quei buchi in bella mostra e a disposizione mi fanno venire una idea.
- ora si fa a modo mio - affermo sfilandomi dal culo di Martina, che finalmente respira.
Comincio una alternanza di penetrazione e uscita tra i quattro buchi che ho davanti, fica di una, culo dell'altra, culo e fica della stessa e via improvvisando. A volte esco subito e a volte pompo un po’.
Ad ogni penetrazione emettono un gridolino, non sapendo con esattezza cosa aspettarsi, che si fanno sempre più intensi e eccitati. "Gli piace a ste’ zoccole...".
Dai e dai arrivo al punto in cui sto per venire. Mi rialzo - chi vuole la mia sborra? - chiedo seraficamente.
- io, la voglio bere - dice una, - anche io - dice l'altra.
- Bene, accomodatevi. Come fosse alla spina - e mi sdraio.
Si dedicano al più bel pompino che abbia mai ricevuto in vita mia.
Il primo schizzo si infila nella narice di Martina che non fa una piega e continua imperterrita. Federica si accanisce ancora di più.
Neanche una goccia si perde, tutto nelle loro bocche.
Dieci secondi sdraiati vicini per riprendere fiato e faccio le due domande che mi ero tenuto in serbo.
- perché non vi siete scambiate niente più di qualche carezza e sorriso? -
- ci piace scopare assieme ma non siamo lesbiche - dice Federica con lo sguardo nel vuoto.
- abbiamo gli stessi gusti per gli uomini e a volte ci divertiamo a sceglierli assieme, è più eccitante - aggiunge Martina guardando Federica.
- da come vi guardate sembrate innamorate - osservo io.
- non diciamo cazzate - fa Federica.
- quindi mi avete scelto, ma perché proprio io tra tutti i ragazzoni che ci sono in palestra ? non sono ciccione ma neanche un fusto superfisicato, mi sembra ce ne siano di più boni -
- perché preferiamo gli uomini maturi a quei giovanotti che pensano solo a pompare sulle panche di palestra invece di pompare le donne - dice Federica
- i maturi ci sanno fare meglio, ce lo hai dimostrato stasera. Quell'entra e esci a caso è stato fantastico - dice Martina.
- e poi lo sperma ha un sapore migliore, più dolce - rafforza Federica.
- va bene, mi avete convinto, la mia mescita è sempre aperta per voi -
Ci salutiamo con la lingua in bocca e me ne vado. La pizza mi aspetta.
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